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mercoledì 28 maggio 2014

Animazione sovietica d'autore


Una volta ho visto per caso sulla Rai questo cartone animato sovietico: “l’airone e la gru” (Цапля и журавль). Plauso alla Rai per averlo trasmesso in russo con il sottotitolo in italiano. 

Animazione di soli 10 minuti scarsi del 1974, scritto e diretto da Jurij Norstein. La storia è tutta un susseguirsi di proposte di matrimonio rifiutate e pentimenti postumi. 



Insomma, un’educazione sentimentale per bambini…anche se a me sembra più che l’autore avesse delle turbe sentimentali personali e ha creato questo cartone sulle sue vicende. La voce narrante in alcuni tratti è anche un po' inquietante, soprattutto all’inizio quando cerca di canticchiare la musica che accompagna tutto il cartone. 

Un altro cartone che ho visto di questo regista-autore è “il riccio nella nebbia”, (Ёжик в тумане) del 1975.



Devo dire che quest’ultimo è particolarmente inquietante. Lo sguardo catatonico del riccio mette i brividi. La storia è ancora più semplice, se non addirittura inesistente. 

Questo riccio sa contare le stelle, un giorno si perde per via della nebbia e infine ritrova la strada di casa ma nonostante si sia salvato, anche dall’annegamento, non smette di pensare al cavallo che ha visto in quel viaggio onirico tra la nebbia.

A me questo cartone è sembrato carico di elementi mitologici: il pesce che lo salva era forse una rusalka? Il cavallo un unicorno? Il gufo (che metteva l’ansia) è il tipico elemento di tutte le fiabe-favole in cui ci si smarrisce per i boschi, Biancaneve docet. 

L’elemento invece tipico russo è l’orso. L’orso c’è sempre, in ogni storia, in ogni cartone animato anche contemporaneo come “Masha e l’orso” (Маша и Медведь). 

L’orso è l’animale amato e temuto di Russia, tanto che il suo nome in russo è il risultato di un tabù linguistico. Медведь, infatti significa, il mangia miele. Il tabù nasce dalla paura che ne avevano i cacciatori visto che in Russia le foreste sono enormi e la popolazione di orsi è davvero numerosa.

Una piccola idea che mi è venuta in mente durante la visione del riccio nella nebbia, è il sogno di Tanja dell’Evgenij Onegin. C'è una connessione?

martedì 27 maggio 2014

Coniugazione dei verbi al presente

Ritorniamo sui verbi al presente. Qui ci sono alcuni esempi. 
La regola la conosciamo: mi+radice del verbo+suffisso del verbo.


Kardan

mikonam
mikoni
mikonad
mikonim
mikonid
mikonand

Neveshtan

minevisam
minevisi
minevisad
minevisim
minevisid
minevisand

Daadan

mideham
midehi
midehad
midehim
midehid
midehand

Gereftan

migiram
migiri
migirad
migirim
migirid
migirand

Raftan

miravam
miravi
miravad
miravim
miravid
miravand

L’importante è prendere il via leggendo e ascoltando. Io sono sempre stata un pò contraria allo studio meccanico della grammatica. La grammatica è uno strumento, non è il soggetto dello studio. Servono esempi e tanta pratica. 

Non me ne voglia “Farsi Asan” ma ha spiegato i verbi proprio con i piedi! Se spulciamo allegramente su un altro libro che ho, ci sono degli esempi un pò più utili.
Il libro in questione è “Colloquial persian. The complete course for beginners” di Abdi Rafiee, edito da Routledge.

Il verbo che ci propone è dunestan, sapere: دونستن

Dunestan

midunam
miduni
midune
midunim
midunid
midunand

Grazie a questo verbo posso finalmente dire al gatto persiano che “non lo so”, man nemidunam, o semplicemente nemidunam.

In persiano:

دونستن

میدونم
میدونی
میدونه
میدونیم
میدونید
میدونند

L’altro verbo utile è mangiare (utile, soprattutto per me).
Xordan, خوردن

La coniugazione è sempre la stessa.

Ultimo verbo per oggi è venire, umadan, اومدن

La coniugazione è regolare nella sua irregolarità. La radice del verbo è la sola vocale lunga a, آ.

La coniugazione perciò sarà:

miaam
miai
miaad
miaim
miaid
miaand

میام
میای
میاد
میایم
میاید
میاند

Ora, se siete degli studenti attenti, vi chiederete…ma non hai sempre scritto il mi del verbo separatamente? Ora perché l’hai attaccato?
Non l’ho fatto io. Mi sono limitata a copiare per evitare errori.
Mi dice il gatto che è un problema dibattuto anche dai linguisti persiani, la Crusca persiana (sarà crusca per cammelli o per gatti? hahahah). A quanto pare, il mi va scritto staccato ma invece di uno spazio interno è un mezzo punto di spazio, perché tutti sanno che quel mi è solo e soltanto il prefisso che segnala il tempo presente del verbo. 



lunedì 26 maggio 2014

Alfabeto persiano e numeri

Mi hanno giustamente chiesto, ma l’alfabeto? 
Ok, è vero, l’ho dato per scontato. Però ripassarlo (per me), impararlo (per voi) non fa male.

Partiamo dal presupposto che l’alfabeto del persiano è come quello arabo più 4 grafemi. Perché?
Facile. L’arabo è una lingua semitica, i persiano una lingua indoeuropea. Quindi, il sistema fonetico delle due lingue è diverso. Come compensare quei suoi che il persiano ammette e l’arabo neanche li concepisce? Inserendo un grafema preesistente ma con un puntino in più che segnala questa diversità. Inoltre, chi studia arabo si renderà conto che, nonostante la grafia di alcuni suoni sia uguale a quella araba, la pronuncia è diversa. Per dirla in parole povere, il persiano raggruppa simboli diversi con un suono unico.

Per finire, non basta sapere come si scrive il suono, bisogna anche sapere come si scrive all’interno e alla fine della parola.

Andiamo per gradi.


Qui potete trovare la tabella che io ritengo fatta meglio, tra tutte quelle che girano. Sia per le consonati che per le vocali. [se volete ulteriormente approfondire, wikipedia non fa mai male].

Ciò che non emerge però è come vengono raggruppati i famosi grafemi diversi per suoni uguali.

Il suono T è rappresentato da 2 grafemi: ت ط
il suono Q è rappresentato da 2 grafemi: غ ق  
il suono S è rappresentato da 3 grafemi: س ص ث
il suono Z è rappresentato da 4 grafemi: ض ظ ز ذ
il suono ‘ (un colpo di glottide che noi non abbiamo e pace) è rappresentato da: ع  ء

I famosi 4 dell’ave maria, i 4 grafemi solo del persiano sono:

p: پ
g: گ
c dolce, c in cena: چ
zh, j del francese: ژ

Voi ora vi state chiedendo…ma come fanno i parlati di lingua araba a vivere senza p e senza g. Me lo domando pure io, ma sembra si possa. Da storie vere, quando gli arabi parlano italiano a volte escono perle come, mangio la Basta…buone queste Batate. Uhm…

Ma complichiamoci la vita! Oltre a scrivere al contrario, per noi, si ho capito, però sempre al contrario è, oltre a fare un uso criminale di “h” di cui noi non sappiamo che farcene, anche i numeri li scrivono diversi.

Ecco a voi i numeri:

۰ ۱ ۲ ۳ ۴ ۵ ۶ ۷ ۸ ۹ 
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 

sapete l’assurdo dell’assurdo? E’ che poi i numeri li scrivono da destra a sinistra come noi!
Ma perché?????????

Mentre sudi e diventi arancione cercando di leggere da sinistra a destra, ti trovi un numero che va dalla parte opposta, e poi le parole riprendono al contrario come al solito.
Come fanno a non diventare strabici, io non so.



martedì 20 maggio 2014

Esercizi (incomprensi) sul presente

Ho provato a fare questi esercizi...io proprio non capisco.



....می گوید بیا.....
در این کلاس فارسی می خوانیم
ان .....در دفتر.....
بله....فارسی....می دهد
به، .....فارسی....نمی دهید

La seconda è l'unica frase da me compilata. Il resto rimane con i puntini di sospensione, e io ci metterei pure i punti interrogativi. Io odio gli esercizi così. Brevi, fuori contesto, senza senso. Non li ho mai capiti. Questo libro mi sta un pò frustrando...

Il presente



Piccolo aneddoto. Cercando sul dizionario una parola mi sono imbattuta nella parola persiana per la pompa di benzina: pomp-e benzin. Con l’accento loro che sembrano napoletani….ho riso un’ora.

Bando agli indugi, il gatto si burla di me e dice che sono pigra. Passiamo allora al tempo presente.
In persiano il presente si forma con il prefisso –mi.
La struttura del verbo sarà quindi: mi+radice del verbo+suffisso del verbo.
Andiamo per ordine. I suffissi sono i soliti, fino adesso mi sembra sia solo così:
-am
-i
-d
-im
-id/in (informale)
-and

Il verbo preso ad esempio dal libro è un po’ infelice, è un verbo irregolare, ma facciamocene una ragione.

Il verbo andare all’infinito è raftan:

miravam
miravi
miravad
miravim
miravid
miravand

a forza di osservarli, verranno naturali.
Come avevo detto il libro da questa lezione si impunta che devi leggere e scrivere senza traslitterazione. Prima o poi sarebbe successo. Andiamo avanti.

Elenco di verbi:

Fare            کردن                                
Leggere      خوان
Scrivere     نوشتن
Dare             دادن
Prendere    گرفتن
Andare         رفتن  
Insegnare   یاددادن
Imparare    یادگرفتن


Godiamoci le ultime traslitterazioni:

man che mikonam? Man kar mikonam
to ham kar mikoni. Hameye shagerdan kar mikonand.
Dar in kelas ma farsi mikhanim
Man farsi yad midaham
Shoma far yad migirid
U farsi mikhanad va minevisad
Anha che mikonand?
Anha farsi mikhanand va minevisand.

lunedì 19 maggio 2014

Soluzione della lezione sull’imperativo



Nel weekend ho avuto la mia lezione di persiano gratuita hihihihi
Azizam mi ha spiegato l’inspiegato della lezione sugli imperativi.
Innanzitutto, i verbi all’infinito, in ordine di apparizione, dei verbi elencati all’imperativo:
[la vocale raddoppiata indica la vocale lunga]

istaadan
neshastan
raftan
aamadan
khaandan
neveshtan
daadan
gereftan
kardan
bastan
aavardan

La mia prima osservazione è che tutti i verbi hanno una dentale alla fine: d, t + an. An è il suffisso dell’infinito e lo sapevo, ma non pensavo che tutti i verbi finissero per dentale. Azizam dice che non gli viene in mente nessun verbo che non finisca con –dan, -tan. Immagino che siano tutti così. Un po’ come il nostro –are, -ere, -ire.

Per arrivare a capire meglio il cuore del verbo, azizam mi ha fatto l’esempio della frase negativa. Questo è l’appunto:

+  be + core of the verb (naive)
-   na + core of the verb (e.g. bede vs. nade)

Nella frase affermativa, il verbo all’imperativo si formerebbe come detto. Secondo Azizam è naive, è riduttivo. Invece, il confronto con la frase negativa e la frase affermativa aiuta di più a capire il cuore del verbo, come nell’esempio bede vs nade.

Azizam poi mi ha introdotto al magico mondo dei possessivi. I suffissi sono sempre quelli:

am
at
ash
maan
taan
shaan
e.g. khodAM, medaadASH

myself = khodAM
yourself = khodASH

Ma passiamo alla cosa fondamentale: ra.
Allora, io dalla spiegazione ho capito che ra indica l’accusativo del russo che risponde alla domanda кого? что?. Anche in persiano basta fare la domanda chi, cosa. 

La struttura della frase è questa:

soggetto + oggetto + RA + verbo

Esempio:

Hala to medade khod ra az man begir.
Hala medadat ra az man begir.

Certo, la struttura della frase in persiano rispetto all’italiano è tutta rigirata, ma facciamocene una ragione. Devo dire che in questo modo il persiano ha un ritmo serrato, sembra una mitragliatrice. A questa affermazione Azizam ha riso.

Segnalo il mio errore, non avevo proprio capito:

az = from
be = to

Non come avevo detto io, perché be per l’imperativo è sempre collegato al verbo e non e mai separato!

Adesso bisogna solo fare pratica.

Baghali polo

Un piatto che non mi stancherei mai di mangiare è baghali polo. Baghali polo significa riso alle fave. Ottimo, semplice e vegetari...