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venerdì 17 aprile 2015

Sag Koshi

Abbiamo sperimentato il secondo film in persiano senza sottotitoli con Azizam.

Il film si intitola Sag Koshi (سگ كشي ) del 2001, diretto da Bahram Beizai.

Quando uscì il film tutti si stupirono che fosse pieno di star del cinema, solo la protagonista era per la prima volta sullo schermo, oggi affermata attrice.

Inoltre, il film fu bandito per un paio di settimane per via di alcuni messaggi contro la guerra.


Sag Koshi


Sag Koshi significa letteralmente uccidere il cane. La prima scena è infatti come una fotografia sfocata di cani uccisi perché rabbiosi. Il titolo non sembrerebbe calzante, ma poi ne capirete le ragioni.

Il film è ambientato a Tehran durante gli ultimi anni della guerra Iran Iraq.

La protagonista, Golrokh è una scrittrice che ha abbandonato il marito (senza divorziare) per un anno. Al suo ritorno, trova tutto cambiato: la sua casa è stata venduta con tutto il mobilio, suo marito è nascosto non si sa dove e in bancarotta.
Decisa a voler rimediare all’errore di averlo lasciato l’anno precedente, lo ritrova e cerca di aiutarlo. Il marito è indebitato fino al collo con sette uomini potenti e importanti.
Adesso vi devo spiegare come funziona l’acquisto e la vendita di debiti, altrimenti non capite il film.

Il marito ha contratto debiti con privati firmando una specie di pagherò. Allo scadere dei termini di restituzione del debito, se i soldi nel conto dell’indebitato è in rosso, il pagherò va in protesto e si va in prigione in attesa di processo. Ma la prigione significa perdita di libertà per l’indebitato e la perdita per sempre del denaro per il creditore. Se il creditore vuole riavere una parte dei soldi (pochi, maledetti e subito), può accettare di “perdonare” il debito, accettando la proposta di rinegoziazione. Il debito viene annullato e si può uscire di prigione: a patto che tutto questo avvenga prima di andare in tribunale.

Il marito trasferisce sul conto della moglie i soldi per comprare i suoi debiti e lui va in carcere. La protagonista incomincia questa odissea tra telefonate, incontri, proposte indecenti, in un crescendo di creditori violenti, che secondo me erano tutti usurai, altro che uomini d’affari!



Una scena del film


Senza svelarvi niente vorrei però soffermarmi sull’ultimo creditore. Un consorzio di uomini che lavorano nelle costruzioni. La scena è più allegorica e metaforica che non reale, in cui Golrokh discute con questi uomini in abiti da muratore, sporchissimi, dove tutto intorno è rumore di costruzione e polvere.

“Voi non costruite niente”. Il film è tutto incentrato sui soldi, il loro potere, il mondo del “business”, legittimo o illegittimo che sia, dove è tutto declinato al maschile. Le uniche donne che si vedono nel film infatti sono Golrokh, una segretaria e la moglie di un creditore. Ma queste due ultime figure sono quasi dei camei. 

Pensando anche ai giorni nostri, ancora adesso il mondo dell’economia è maschile. Pochissime donne sono ai vertici di grandi compagnie, soprattutto in paesi tradizionalisti come l’Italia. Vedere quella scena, piena anche di messaggi più o meno velati anche sull’inutilità della guerra Iran Iraq, con uomini che si affannano a fare soldi per i soldi, è stato liberatorio. Liberatorio perché Golrokh scappa via in macchina lanciando denaro dal finestrino. Il gesto di buttare i soldi con disprezzo per me è stato il gesto più dignitoso e coraggioso che ho visto in tutto il film.

Film consigliato.


Significato del nome:

Golrokh گلرخ

گل = fiore



رخ = faccia


Adesso se non volete sapere niente niente e volte vedere il film, non continuate a leggere. Piccoli spoiler in arrivo!


SPOILER


mercoledì 1 aprile 2015

Adam Barfi

Abbiamo fatto un esperimento: guardare un film in persiano, senza sottotitoli. Il mio tesoro ha fatto da interprete, spiegandomi per sommi capi i dialoghi, le immagini hanno fatto il resto.

Ci siamo molto divertiti, quindi, penso lo rifaremo. 

Il film è “Adam Barfi” (آدم برفی) del 1995.

Il protagonista è Abbas, un iraniano che cerca disperatamente di avere un visto per gli Stati Uniti e si ritrova in diverse situazioni tragicomiche in Istanbul. Tutto si svolge in questo microcosmo iraniano in Istanbul. Perché lì? Dopo la rivoluzione, in Iran non c’è più l’ambasciata statunitense, quindi Istanbul è diventata meta per i cercatori di visti. 

Abbas pur di avere questo visto, si traveste in mille modi, l’ultimo travestimento è quello di donna. Ma da donna incontrerà l’amore che gli farà cambiare idea sui suoi progetti per il futuro.






Il film è molto più tragico di come in realtà viene rappresentato. I personaggi sono tutti molto caratterizzati, hanno tutti una personalità bene definita.

Anche le scene più comiche hanno un sapore molto amaro. Istanbul sembra più un girone dantesco di gente disperata che va avanti ad inganni.

L’inganno è il mezzo trainante di tutte le vicende. Abbas cerca di raggirare l’ambasciata con documenti falsi per andare negli Stati Uniti, dove sogna la libertà, viene però raggirato e derubato da dei turchi, che vengono a loro volta raggirati per essere puniti per il furto da due personaggi spalla del film.

Il gatto e la volpe, si fingono amici ma cercano solo i soldi da Abbas, anche se infine lo aiutano.

Donya, il personaggio femminile della storia, è stata lasciata dal marito, cerca disperatamente un lavoro onesto anche se le vengono proposte solo oscenità. Anch’ella verrà raggirata da Abbas (travestito da donna) e i due si innamoreranno proprio per il finto omicidio della Abbas donna.

Nonostante i personaggi abbiano tutti un lato più o meno positivo, sono tutti dei furfanti, all’infuori di Donya (che in persiano significa “mondo”).

Film da vedere.




Piccola chicca persiana:

un genere molto popolare in Iran prima della rivoluzione era il cosiddetto genere “film farsi”. Il protagonista era un incorruttibile sfortunatissimo uomo sempre con i baffi, che muore sempre alla fine e che si sacrifica per la famiglia, amici e per i “valori”. Il film, secondo Azizam, pende un po' spunto un po' in giro questo genere. 

Baghali polo

Un piatto che non mi stancherei mai di mangiare è baghali polo. Baghali polo significa riso alle fave. Ottimo, semplice e vegetari...