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lunedì 25 maggio 2015

Nastaliq - aggiornamento

Vi ricordate il post sulla calligrafia persiana? 

Ebbene, ho trovato un sito molto interessante.

http://calligraphyqalam.com/styles/nastaliq-taliq-shikaste.html

Se aprite questo link vi troverete direttamente sulla pagina della calligrafia Nastaliq, ma se girate per il sito troverete tantissime informazioni e materiale anche sulla calligrafia araba.

Per chi fosse interessato a iniziare a scrivere, per ora ho trovato solo un libro di autoapprendimento:

Nuqteh: A new, easy, and effective method to learn Persian Calligraphy, di Ali Rouhfar.

Questo libro è in due volumi.

Di materiale in persiano ce ne sarà tantissimo, ma se si ha poca dimestichezza con la lingua, aggirarsi per i siti in persiano potrebbe diventare scoraggiante.

Io, invece, sono abbastanza convinta di voler imparare. Non so ancora con quali modalità. Vedremo. E se incomincio, ovviamente, posto qui.

sabato 16 maggio 2015

Le streghe della notte

Non sono solita riportare per intero articoli di giornale, ma per questo argomento faccio uno strappo alla regola.

Articolo interessante che voglio conservare nel blog.

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Originale: http://it.rbth.com/storie/2015/05/14/le_streghe_della_notte_35865.html
di Olga Belenitskaya, Rbth

Le streghe della notte


Venivano chiamate così dall’esercito nemico: le squadriglie del reggimento femminile russo erano composte da sole donne che incutevano ai tedeschi un vero terrore


Poco dopo l’inizio della Seconda guerra mondiale giunse al governo sovietico una valanga di lettere da club dell’aviazione, campi estivi, settori del trasporto aereo in cui le donne reclamavano con insistenza di essere mandate al fronte per combattere alla pari con gli uomini.
Al contempo Marina Raskova, insignita del titolo di Eroe dell’Unione Sovietica e nota in tutto il paese per aver compiuto la leggendaria trasvolata senza soste da Mosca all’Estremo Oriente a bordo di un Ant-37 denominato “Rodina” (Patria), propose di formare un reggimento speciale interamente femminile. La sua proposta venne presentata e le fu promesso che sarebbe stata presa in considerazione, ma nella prassi dell’aviazione mondiale non esistevano precedenti di simili formazioni e perciò l’idea della Raskova incontrò una forte opposizione. Mentre il flusso delle lettere non si arrestava…
Alla fine l’aviatrice riuscì a ottenere da Stalin l’autorizzazione di formare un reggimento femminile e già nell’autunno del ’41 ebbe inizio la selezione delle volontarie. Dopo un corso di addestramento intensivo venne formato il 46° reggimento della Guardia che divenne l’unica unità femminile notturna di bombardieri al mondo.
Il primo ordine intimato alle ragazze della squadriglia fu quello di tagliarsi i capelli “come i maschi”, facendoli ricadere davanti solo “fino a metà orecchio”. Le trecce potevano essere conservate unicamente dietro un’autorizzazione speciale di Marina Raskova, ma nessuna delle ragazze rivolse mai alla leggendaria aviatrice una dichiarazione così “futile”.
Il 27 maggio 1942 il reggimento delle “Streghe della notte”, composto da 115 ragazze di età compresa tra i 17 e i 22 anni, raggiunse il fronte. La prima incursione bellica fu effettuata già il 12 giugno.


“Per Lyuba!”, “Per Vera!” 


Le giovani aviatrici volavano a bordo di piccoli biplani Po-2 a bassa quota, soprannominati “pannocchie” o  “étagère”, a bordo dei quali prima della guerra si allenavano i piloti. La cabina aperta, coperta da una calotta di plexiglas, non solo non riusciva a difendere l’equipaggio dai proiettili, ma neppure dal forte vento. Non erano forniti di collegamenti radio e volavano a una velocità di 120 chilometri orari e a una quota di 3mila metri. L’unica arma di cui disponevano erano delle pistole TT. I mitragliatori comparvero su questi velivoli solo in seguito, nel ’44.
Erano sprovvisti di un vano bombe e gli ordigni venivano appesi sotto alla pancia dell’aereo. Molte bombe il Po-2 faceva fatica a sollevarle, ma in compenso colpivano l’obiettivo con estrema precisione. Gli ufficiali di rotta tenevano gli ordigni più piccoli sulle proprie ginocchia e li lanciavano con le mani dallo sportello dell’aereo. Le giovani aviatrici volavano di notte, effettuando anche una decina di incursioni a volta. Spegnevano il motore e nel silenzio lanciavano le bombe sul nemico. Trasportavano anche scorte destinate ai partigiani: farmaci, munizioni, generi alimentari, lettere e pacchi postali.
I tedeschi avevano soprannominato i Po-2  il “compensato russo” per le loro carcasse costruite in compensato. Per ogni aereo abbattuto i piloti nazisti venivano decorati con una “croce di ferro”, la massima onorificenza militare tedesca.
Inizialmente le aviatrici scrivevano sulle bombe “Per la Patria!”, ma dopo le prime compagne d’armi cadute, comparvero altre scritte come “Per Lyuba!”, “Per Vera!”.

Ma chi erano davvero le “Streghe della notte”? 

L’equipaggio di ogni Po-2 era composto da un’aviatrice e da un ufficiale di rotta. Gli ufficiali di rotta erano perlopiù  studentesse provenienti da istituti universitari. Polina Gelman frequentava l’Istituto di Storia, Irina Rakobolskaya la Facoltà di Fisica dell’Università di Mosca, Raisa Aronova l’Istituto aeronautico di Mosca. Con il loro arrivo le ragazze avevano creato un’atmosfera speciale: facevano lezione, pubblicavano giornali, scrivevano versi.
A comandare il 46° reggimento della Guardia era Evdokya Bershanskaya, l’unica donna insignita del titolo di cavaliere dell’ordine di Suvorov.  Sotto il suo comando il reggimento combatté fino alla fine del conflitto. Durante gli anni della guerra le aviatrici del  46° reggimento della Guardia Taman, decorato con gli ordini della Bandiera Rossa e di Suvorov, effettuò circa 24 mila incursioni aeree.
Il Giorno della Vittoria le ragazze lo celebrarono nei pressi di Berlino, commemorando le compagne che non avevano avuto la fortuna di vedere insieme a loro quel giorno felice. Nei combattimenti per la difesa della Patria perirono eroicamente 33 aviatrici. Nove di loro furono insignite del titolo di Eroe dell’Unione Sovietica.

giovedì 14 maggio 2015

Kashke Bademjoon

Kashke Bademjoon (o anche Kashk-e Bademjan, in persiano کشک بادمجان).

Era da tempo che avevo voglia di mangiare questo piatto persiano a base di melanzane. Non ho voglia di trasformare questo blog in uno di cucina, ma per una volta facciamo una deviazione in cucina.

Kashke Bademjoon


Questa pietanza è molto semplice da preparare. L’unico ingrediente assente nel supermercato è il formaggio “kashk”. 

Kashk in acqua


Procedimento:

mettere a bagno il kashk per tre giorni all’acqua.
Pelare le melanzane, spaccarle in due o tre parti in verticale, salarle, aspettare che tirino fuori l’acqua. Lavarle e strizzarle. Farle friggere un pochino in una padella antiaderente. Metterle in una pentola con olio, acqua, pomodori e un pò di curcuma. Farle bollire con il coperchio per circa trenta minuti. Quando sono pronte, frullarle con il minipimer, servire in un piatto, decorandolo con il kashk, la menta (fatta saltare in una padella con l’olio) e lo zafferano.

Menta

Cottura

Zafferano

Kashk omogeneizzato con la forchetta



Ma torniamo al kashk. Che cos’è?

E’ una specie di formaggio, a base di yogurt e grano, che viene omogeneizzato e fatto essiccare. Si presenta o come una pallina, o come l’amido per il ferro da stiro. Il sapore è un incrocio tra la feta greca e lo yogurt bianco. 

Credo sia reperibile nei negozi alimentari mediorientali, ma non sono sicura. Il kashk che ho usato veniva direttamente dall’Iran. Non l’ho provato, ma forse si potrebbe sostituire con la feta ben asciugata e schiacciata. Ma non prometto nessun risultato.

Per me è stata la prima volta in cucina con questo piatto...ed è stato un successone. 



Baghali polo

Un piatto che non mi stancherei mai di mangiare è baghali polo. Baghali polo significa riso alle fave. Ottimo, semplice e vegetari...