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giovedì 21 luglio 2016

Kino - Viktor Tsoi


Sto ascoltando i Kino giorno e notte in questa torrida estate. Non molto torrida in realtà.

Viktor Tsoi è l’idolo del rock russo. Musicista, leader dei Kino, poeta, attore e pittore, Viktor era un artista a tutto tondo, ancora amatissimo nonostante siamo morto oramai da tanto tempo.

Viktor Tsoi


Di origine coreana, cresciuto a Leningrado, oggi Pietroburgo, come si apprende dal documentario sulla sua vita “Жизнь как КИНО” 




nato con il dono artistico. La madre voleva che lui continuasse a dipingere, ma Viktor non era interessato a fare il pittore ma lo faceva solo per farle piacere. La sua passione era la musica. Inizia a suonare, fonda il gruppo Kino nel 1978 a Leningrado, incontra la moglie con cui avrà un figlio. La moglie era una sarta per il circo e creò il primo look dei concerti dei Kino. 

La fortuna arriva grazie al cantante di un altro gruppo rock già popolare, gli Akvarium. 

Il rock era bandito nell’unione sovietica, i Kino non hanno mai “fatto i soldi”, i dischi venivano venduti e copiati sul mercato nero e Viktor ha sempre lavorato nel suo stabile chiamato “kamchatka”, a cui ha dedicato una canzone, in qualità di spalatore di carbone per la caldaia. Gli piaceva il lavoro che faceva, anche se umile e lui era una star. 

I testi dei Kino spaziano dalle poesie, all’impegno sociale, contro la guerra in Afghanistan e a favore del cambiamento della Perestrojka. 

Il 15 agosto 1990 muore sulla strada per il mare nell’attuale Lettonia, al km 35 Sloka-Talsi.

Se non conoscete i Kino, dovete recuperarli. Nel post precedente ho già pubblicato una mia traduzione della canzone Gorod: 


La canzone più famosa e forse più bella dei Kino:



Звезда по имени Солнце

Белый снег, серый лед, 
На растрескавшейся земле. 
Одеялом лоскутным на ней - 
Город в дорожной петле. 
А над городом плывут облака, 
Закрывая небесный свет. 
А над городом - желтый дым, 
Городу две тысячи лет, 
Прожитых под светом Звезды 
По имени Солнце...
И две тысячи лет - война, 
Война без особых причин. 
Война - дело молодых, 
Лекарство против морщин. 
Красная, красная кровь - 
Через час уже просто земля, 
Через два на ней цветы и трава, 
Через три она снова жива 
И согрета лучами Звезды 
По имени Солнце...
И мы знаем, что так было всегда, 
Что Судьбою больше любим, 
Кто живет по законам другим 
И кому умирать молодым. 
Он не помнит слово "да" и слово "нет", 
Он не помнит ни чинов, ни имен. 
И способен дотянуться до звезд, 
Не считая, что это сон, 
И упасть, опаленным Звездой 
По имени Солнце...


Traduzione

Una stella chiamata sole 

Neve bianca e ghiaccio grigio
sulla terra screpolata,
come una trapunta variegata è
la città nello snodo stradale.

Sopra la città, passano le nuvole
nascondendole la luce del sole.
Sopra la città c’è un fumo giallo,
Una città di duemila anni,
vissuti sotto la luce di una stella
chiamata sole…

e di duemila anni è la guerra,
una guerra senza un motivo preciso.
La guerra è una cosa da giovani,
una medicina contro le rughe.

Rosso, rosso sangue,
in un’ora è semplicemente terra,
in due ore su di essa ci sono erba e fiori,
in tre ore è di nuovo viva
e riscaldata dai raggi della stella
chiamata sole…

Sappiamo che è sempre stato così,
che il fato è piuttosto casuale,
chi vive secondo le regole degli altri
e chi muore da giovane.
Non capisce la parola “si” e la parola “no”
non capisce né il rango né il suo significato.
Riesce a raggiugnere la stella,
non capendo che è solo un sogno,
cade bruciato dalla stella 
di nome sole…

Copyright: Traduzione di Michela Manetti. Tutti i diritti riservati.

venerdì 15 luglio 2016

A Mosca, a Mosca!

Mosca è uno stato mentale. Non è una città. Non è un luogo fisico. Il malessere che mi procura stare lontana da Mosca non posso descriverlo. Una sottile sofferenza, quasi come una puntura leggera, a volte una fitta, mi colpisce ogni volta che penso a quei luoghi. Alla sensazione che avevo in quei luoghi. In quei tanti luoghi in cui sono stata. Come posso dirti, Mosca, quanto mi manchi? 



Кино - Город

Я смотрю в календарь, 
я знаю, что скоро зима.
Наша улица на глазах меняет цвета.
За решеткой желтой листвы я вижу птиц.
Моя двадцатая осень сводит меня с ума.

Я люблю этот город,

Но зима здесь слишком длинна.
Я люблю этот город,
Но зима здесь слишком темна.
Я люблю этот город,
Но так страшно здесь быть одному,
И за красивыми узорами льда
Мертва чистота окна.

Фонари за окном горят почти целый день.

В это время я не верю глазам, я верю часам.
И теперь я занят только охраной тепла.
Вот ушел еще год - сколько останется нам?

https://www.youtube.com/watch?v=ukuMVqVIT60

(traduzione in fondo)

Sto ascoltando i Kino e la voce di Viktor Tsoi mi riporta a Mosca. Per i parchi, sulle strade, nella metro. L'Arbat dentro. 







Kino - La città


Guardo il calendario e so che presto arriverà l’inverno.
Ai nostri occhi la nostra strada cambia colore.
vedo degli uccelli dietro un reticolato di foglie gialle
Il mio ventesimo autunno mi sta facendo impazzire.

Amo questa città,
ma qui l’inverno è troppo lungo.
Amo questa città, 
ma qui l’inverno è troppo scuro.
Amo questa città, 
ma è così terribile essere qui da solo,
e dietro delle belle figure di ghiaccio 
la finestra perde la sua purezza.

Le luci dietro la finestra illuminano quasi tutto il giorno.
Di questi tempi non credo ai miei occhi, credo alle ore.
Ora solo solo di dover stare al caldo,
un altro anno è passato, quanti ce ne rimangono?


Copyright: Traduzione di Michela Manetti. Tutti i diritti riservati.

mercoledì 6 luglio 2016

Addio Abbas Kiarostami

Il 4 Luglio si è spento Abbas Kiarostami. Non avrei mai voluto scrivere un post di addio a questo straordinario regista, ma purtroppo devo.

Se non lo conoscete o non avete visto i suoi film, cliccate sui link qui in fondo per scoprire questi gioielli cinematografici.

Abbas Kiarostami


http://tutfaranghi.blogspot.de/2015/10/close-up-abbas-kiarostami.html

http://tutfaranghi.blogspot.de/2015/10/il-sapore-della-ciliegia-abbas.html

http://tutfaranghi.blogspot.de/2015/11/dove-la-casa-del-mio-amico-film-del.html

martedì 5 luglio 2016

A girl walks home alone at night

A girl walks home alone at night

Film in lingua persiana, girato negli Stati Uniti dalla regista Ana Lily Amirpour, 2014.

Film della diaspora iraniana negli Stati Uniti.

Film che volevo vedere da quando se ne iniziò a parlare e non era ancora uscito.

Posso dire che mi ha deluso? 

A girl walks home alone at night


Sicuramente originale, nel senso di diverso, completamente diverso da tutti gli altri film iraniani, sia girati in patria che girati all’estero. Horror, western, vampiresco in bianco e nero.

La vampira protagonista è una ragazza senza nome, con la maglietta a righe e il chador. Vive insieme agli altri 4 coprotagonisti a Bad City. Sia per l’uso del bianco e nero, sia per il nome della città, mi è venuto in mente Sin City. 

A girl walks home alone at night


La tale vampira sembra ruotare attorno a Arash, un ragazzo che lavoricchia come giardiniere e si occupa (per modo di dire) del padre tossico dipendente, una prostituta di nome Atti, sempre triste, un ragazzino con lo skate, un gatto (il famiglio del demonio?), un gangster-spacciatore-drogato-pappone che sarà subito la sua preda. La città è sempre deserta, è sempre tutto ambientato la notte, quelle poche scene di giorno sono un nulla. Film lento lentissimo. Un’ora e quarantaquattro di poco e niente. Se fosse stato un cortometraggio sarebbe stato meglio. 

Le recensioni lo lodano come fosse la pietra filosofale, forse sconcertati dal fatto che si può essere iraniani e fare un film senza mullah, turbanti e disperazioni sotto il velo? Qui la protagonista sceglie il chador e ci va anche sullo skate. Sembra più batman che una vampira, ma del resto sono sempre pipistrelli. 

Protagonista forte del potere dei canini aguzzi, ma quello che proprio non mi piace è, come in tutti i film con poca trama ma che piacciono alla gente, l’amore salva ogni cosa. In questo girone dantesco di droga, prostituzione, omicidi per mangiare, la Ragazza (così viene chiamata la protagonista), si innamora di Arash e insieme vanno via da Bad City, via dalle tenebre. 

Boh. Un film che ha pochissimi dialoghi, di cui molti poco informativi. La ragazza e Arash si innamorano subito, al primo sguardo. Lei che sembra la vendicatrice degli uomini cattivi, definita da alcune recensioni femminista, si innamora e si stringe ad Arash subito. Lo sogna, lo segue e va via con lui. Appunto, l’amore salvifico sia delle persone che del film. 

Personalmente mi sono annoiata. 

Bella la fotografia, belle le musiche, ottimo casting, buone interpretazioni. E’ un lavoro estetico più che contenutistico. Il messaggio quale sarebbe? Non ditemi la storia d’amore…

Se fosse stato un cortometraggio lo consiglierei. Se non avete tempo, guardate altro.

Baghali polo

Un piatto che non mi stancherei mai di mangiare è baghali polo. Baghali polo significa riso alle fave. Ottimo, semplice e vegetari...