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lunedì 20 febbraio 2017

Pane Barbari



Il Barbari è un pane buonissimo che si pronuncia con la i accentata alla fine. I barbari invasori, vandali etc. non c’entrano niente.


نان بربری
Naan Barbari = pane Barbari





Ingredienti:

500 g. farina 00
lievito 1 bustina
15 g zucchero
250 ml acqua
10 g sale
30 g burro
1 uovo
15 ml di olio di semi
semi di sesamo


Procedimento:

Preparare il lievito con lo zucchero in una brocchetta d’acqua a circa 37 gradi. Ricordate, come la temperatura corporea.
Lasciare attivare il lievito nell’acqua per circa due minuti. La temperatura dell’acqua attiverà il lievito, lo zucchero lo nutrirà.


In una planetaria, o un recipiente, quello che avete, mettete la farina. Non mettete tutto i 500 g, lasciatene un pochino per infarinarvi le mani dopo.
Fate una fontana e aggiungete il lievito, il burro fuso, l’olio di semi, il sale e iniziate a impastare. Spostatevi sul piano di lavoro un po’ infarinato, e continuate a impastare. Incorporate bene l’aria. 
Quanto sentirete che il pane non vvi attacca più come una colla alle dita, provate a premere con un dito nel mezzo. Se non torna su, è pronto.
Lasciatelo riposare per un’ora, coperto da un panno di cotone.




Dopo un’ora, l’impasto si sarà gonfiato al punto giusto. Sgonfiatelo, e mettetelo su una teglia a vostra scelta. La leccarda del forno va benissimo. Mettete della carta forno e posizionato il vostro impasto. Copritelo di nuovo e lasciatelo riposare 30 minuti.




Passati i 30 minuti, spennellate la superficie con il rosso di un uovo e un po’ di olio d’oliva. Fate dei buchi non troppo profondi sulla superficie. Spargete il sesamo e infornate in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 15 minuti.




Ogni forno è diverso, quindi attenzione.

Buon appetito!
Noushe jaan!


domenica 19 febbraio 2017

Frittelle di patate (alla persiana)

Kotlet sibzamini -  کتلت سیب زمینی

Quante volte vi è capitato di comprare un sacchetto di patate e non riuscire a finirle prima che avvizziscano?
Ecco a voi Kotlet sibzamini, frittelle di patate, ricetta semplice e facile da realizzare. Ottima soluzione per non sprecare niente in casa.



Ingredienti:

500 g di patate
2 uova intere
un po’ di pangrattato (quanto basta a dare consistenza)
curcuma, 
pepe
noce moscata, se vi piace.

Bollite le patate, schiacciatele senza pietà, aggiungete le spezie, aspettate che non siano più fumanti per aggiungere le uova (non vorrete fare una frittata, vero?). Aggiungete alla fine il pangrattato. 



Lasciate riposare quanto volete. Potete preparare l’impasto all’ora di pranzo e friggere per l’ora di cena.

Formate le frittelle, fatele sottili, di circa un centimetro. Quando saranno dorate da un lato, e quindi ferme, potete girare senza il timore di romperle.



Servire a piacere.



mercoledì 15 febbraio 2017

Mai senza mia figlia. Verità, bugie e propaganda.



Ho pensato a lungo se parlarne oppure no. Questa storia aleggia su qualunque cosa abbia l’Iran come centro o come contorno.

La storia la conosciamo tutti. O quasi. Due libri, un film, una storia poco chiara. Dopo la madre, anche la figlia ha scritto circa quattro libri parlando della sua storia. Entrambe hanno fatto una serie consistente di interviste e partecipazioni a eventi pubblici in qualità di sopravvissute. I libri sono stati tradotti in molte lingue.




Per chi non la conoscesse, Betty è una donna americana che sposa un dottore iraniano Sayed Bozorg Mahmoody detto Moody. Nel 1984 la coppia e la figlioletta Mahtob vanno in vacanza per due settimane a conoscere la famiglia di lui. Le due settimane diventeranno due anni in cui Betty sostiene di essere stata segregata e di essere scappata con la figlia , per sottrarsi ai soprusi del marito, per tornare negli Stati Uniti.

La storia sembra plausibile. 

Attenzione: non sto giustificando o minimizzando la violenza sulle donne o gli abusi in famiglia. Ma ci sono delle cose della storia che sono plausibili e molte altre sono controverse e lanciano un’ombra sulla veridicità del racconto.

Qui di seguito ci sono i passi più controversi, a mio giudizio. Sono solo una minima parte di tutte le cose che non quadrano. Se dovessi commentare tutto quello che non va, questo post sarebbe lungo come un’enciclopedia.



A chador is a large, half- moon-shaped cloth entwined around the shoulders, forehead, and chin to reveal only eyes, nose, and mouth. The effect is reminiscent of a nun's habit in times past. The more devout Iranian women allowed only a single eye to poke through. 

Ma quando mai. E come riescono a camminare, con un radar? 

Moody brightened. Surreptitiously he pulled our American passports from his pocket. "What should we do with these?" he asked. "We do not want them confiscated." 

Sostiene che in Iran se avessero saputo che Betty è americana le avrebbero confiscato il passaporto. E come ha fatto a venire in Iran? Nessuno sa che l’aero proviene dagli Stati Uniti? Quando si esce dall’aero si passa per un controllo passaporti fatto a due fila, uno per iraniani e uno per non iraniani Come hanno passato il controllo? La carta di identità iraniana ha 3 pagine: il proprietario della carta d’identità, la moglie e i figli. Come ha fatto Moody a nascondere il fatto che sia sposato con una donna americana? Il fatto che per tutto, e ripeto tutto, il libro Betty non fa altro che ripetere che deve nascondere il suo essere statunitense, nascondere il suo passaporto, nascondere la sua identità, mi fa pensare che sia il concetto di base che se mancasse farebbe crollare questo castello di carte. 

I opened it to find a large coat that would reach down nearly to my ankles. There was no hint of tailoring in it, no sign of a waistline.  […] "The coat is called a montoe This is what we wear. 

Si e no. Il Mantoe arriva fino al ginocchio, non alle caviglie. Che cosa ha indossato? E comunque un Mantoe che arriva fino alle caviglie non è necessario, basta che copra fino al ginocchio (anche più corto in realtà, ma sorvoliamo).
Il grassetto è mio.

Sitting on the floor cross-legged or perched on one knee, the Iranians attacked the meal like a herd of untamed animals desperate for food. The only utensils provided were large ladle like spoons. Some used these in tandem with their hands or a portion of bread folded into a scoop; others did not bother with spoons. Within seconds there was food everywhere. It was shoveled indiscriminately into chattering mouths that spilled and dribbled bits and pieces all over the so frays and carpets and back into the serving bowls. The unappetizing scene was accompanied by a cacophony of Farsi. Every sentence seemed to end with the phrase "Ensha Allah," "God willing." There seemed to be no disrespect in invoking the holy name of Allah while Unwittingly spitting bits of food all about. No one spoke English. No one paid any attention to Mahtob and me. 

Se il persiano ti fa così orrore come lingua e la loro cultura è così orripilante, perché hai sposato un iraniano? Perché non sei mai andata in Iran a conoscere la famiglia prima di sposarti? Hai mai pensato di imparare il persiano così da poter comunicare, visto che hai avuto circa 8 anni per farlo? Non dico una grande conoscenza della lingua, ma un minimo per la sopravvivenza?


But this life was not his style. He was a doctor. He knew the value of hygiene and he appreciated a healthful diet. His personality was far more genteel than this. He was also a great believer in comfort, enjoying conversation, or an afternoon nap, while sitting in his favorite swivel rocking chair. Here, on the floor, he was fidgety, unused to a cross-legged position. There was no way, I knew now, that he could prefer Iran over America. Mahtob and I exchanged glances, reading each other's mind. This vacation was a brief interruption of our otherwise normal American lives. We could endure it, but we did not have to like it. From that very moment we began counting the days until we could go home. 

La riproposizione ossessiva del fatto che il marito sia un dottore che guadagna bene è in tutto il libro. Anche qui, Betty descrive il suo sdegno nei riguardi dell’Iran. Le loro normali vite americane. Non credo ci sia bisogno di approfondire.

The bread we were served was unleavened, tasteless, flat, and dry, with the consistency of limp cardboard. The cheese was a strong Danish feta. Mahtob and I both like Danish feta, but Ameh Bozorg did not know that it must be stored covered in liquid in order to retain flavor. This cheese smelled like dirty feet. Mahtob and I choked down what we could. 

Bisogno di commenti? Il formaggio a cui si riferiva credo sia il kashk, che per essere precisi è yogurt essiccato. Vero, ha un odore poco appetibile sulle prime, ma tutti i formaggi hanno un odore che non è proprio Chanel N.5. 

There was, therefore, no opportunity to object to Moody's demand that I wear a chador but as I donned the cumbersome robe I realized that it was filthy. The veil that covers the lower part of the face was caked with dried spittle. I had seen no handkerchiefs or tissues in the household. What I had seen was the women using these veils instead. The smell was repulsive. I sat through the visit, trying not to retch. After the guests had gone, I threw off the chad or and told Moody that I was disgusted at how filthy it was. "These women wipe their noses on it," I complained. 

Donne che si soffiano il naso nel chador e poi non lo mettono a lavare, ma lo ripongono nell'armadio. 

"You cannot take showers every day," she said."We have to take showers every day," Moody replied. "No," she said. "You wash all of the cells off of your skin and you will get a cold in your stomach and be sick." The argument ended in a draw. We continued to shower daily; Ameh Bozorg and her family continued to stink. 


La questione della mancanza di igiene mi lascia davvero perplessa. Betty rimarca come siano musulmani osservanti in quella famiglia. Come può un musulmano essere sporco se per pregare è obbligatorio fare delle abluzioni rituali? Per chi non lo sapesse, nelle moschee, a differenza delle chiese, ci sono i bagni con una fila infinita di lavandini molto grandi, e fontanelle proprio per lavarsi. Un altro particolare, in Iran esiste il bidè, cosa che non esiste né come sanitario né come concetto negli Stati Uniti. Chi è lo sporco?

"There are bugs in the rice," I complained. "It is not true," he said. "You have just made up your mind not to like it here." At dinner that night I surreptitiously spooned through the rice, gathering up several black bugs in one helping, which I piled onto Moody's plate. It is not polite to leave a morsel of food on your plate so, unwilling to offend, Moody ate the bugs. He got my point. 

Gli iraniani mangiano insetti. Una descrizione delle abitudini alimentari dei selvaggi.

How much more enjoyable this would be, I thought, if I could get rid of this ridiculous coat and scarf. How I hated the heat and the overpowering stench of unwashed humanity that invaded even this Eden. How I loathed Iran! 

Commenti? 

He was born in Shushtar, in southwestern Iran, but upon the death of his parents he moved to his sister's home in Khorramshahr, in the same province. Iran is typical of third-world nations in that there is a pronounced disparity between the upper and lower classes. 

Terzo mondo. Perché nel primo mondo c’è l’Eden e tutti abbondano in ricchezze senza esclusione.
Quando Betty parla al marito dei problemi di salute dei suoi genitori:

"Both of our families should help us with our problems," I said to Moody, showing him the verse. "Your family is not Moslem." Moody replied. "They do not count." He added: "And it is your problem, not ours." 


Potrebbe anche darsi che lui le abbia detto una cosa del genere. Possibile che non abbia mai dato segni di essere un conservatore? Non ha mai pregato a casa, non ha mai seguito niente di niente delle prescrizioni religiose, ma una volta toccata terra in Iran è diventato un’altra persona. Molto improbabile direi, ma andiamo avanti. Ma per tutto il libro Betty non parla mai del figlio, non chiede mai se è vivo, se è morto, come sta, di parlargli. Bah.

In English, the baker said immediately, "Would you like to work here?" "No," I snapped. I wanted nothing resembling work in Iran. 

Questa è una delle frasi emblematiche che mi hanno fatto riflettere sulle motivazioni che Betty avrà avuto per andare in Iran. Quale sarebbe la tragedia? Lavorare in Iran non è abbastanza dignitoso. Un lavoro in un forno, quindi un luogo pulito, non è proprio pulire i bagni delle autostrade. Andiamo avanti.


"You are Iranian," she repeated, "and you have to abide by Iranian law." Not unkindly, but firmly, she explained that from the moment I married an Iranian I became a citizen under Iranian law. Legally, both Mahtob and I were, indeed, Iranian. A cold chill settled over me. "I don't want to be Iranian," I said. "I was born an American. I want to be an American citizen." 

E perché sposi un iraniano allora? Me lo spieghi? Se è una cosa così orripilante, potevi sposarti un connazionale. La nazionalità della figlia mi rimane un po’ strana, esistono le doppie cittadinanze, perché Mahtob non ha la doppia cittadinanza? 

Tasks such as this filled the dreary days of October 1984, but I noticed progress. Moody, bit by bit, relaxed his surveillance. As far as he was concerned, I was a better Iranian cook than any Iranian, and he knew that I had to shop carefully each day at the local markets to find the freshest meats, fruits, vegetables, and breads. Bundling Mahtob and Amir against the cool autumn air, we trekked each morning to various shops. I found a combination pizzeria and hamburger shop that, because I was American, agreed to sell me two kilos of rare Iranian cheese that resembled mozzarella. Using this, I created a fairly good imitation of American-style pizza. 

Come insegnare l’Iran agli iraniani. Modestia portami via. E comunque una pizza in stile americano non si può sentire, lasciatemelo dire da italiana.

Ma parliamo di denaro:

In America Moody was an osteopathic anesthesiologist, a respected professional with an annual income approaching one hundred thousand dollars. 

Il fatto che lo stipendio del marito sia stato menzionato più e più volte nel libro non mi stupisce più di tanto.
Delle cose che mi hanno lasciato interdetta sono le seguenti. Betty ha un figlio avuto in un matrimonio precedente con un connazionale. Non lavora e non ha neanche il diploma di scuola superiore. Conosce questo dottore iraniano, lo sposa senza aver mai messo piede in Iran e senza sapere la lingua. Neanche le interessa conoscere la cultura di lui, e quando si sono sposati c’era ancora lo Shah. L’Iran era più “appetibile” per gli occidentali. Quando decidono di fare una vacanza - e ci tengo a sottolineare che è la stessa Betty a parlare di vacanza - quando c’è la guerra. 
Betty lascia il figlio avuto dal precedente matrimonio e affidato a lei, con i suoi genitori, e si dirige in Iran che è in guerra col l’Iraq per fare una vacanza.
Non ha pensato di mettere a rischio la sua vita e quella della figlia andando in un paese in guerra? Non ha pensato che magari il figlio poteva stare con lei? E se ha pensato che era più sicuro per lui stare in un paese non in guerra, perché ha portato la figlia? La sua sicurezza era meno importante?
Da qualunque punto la si guardi, la storia non torna. 
Un’altra questione su cui vorrei soffermarmi è il fatto che tutto il leitmotiv del libro sia più o meno velato - quando proprio gridato - suggerimento sulla superiorità culturale degli Stati Uniti sull’Iran. 
Si chiama etnocentrismo. Betty non è in grado di descrivere ciò che vede, ma giudica la sua esperienza dal suo punto di vista, senza mai mettersi in discussione o sospendendo il giudizio negativo. Qualunque cosa non sia nella cultura americana - termine anch’esso sbagliato perché gli Stati Uniti non sono l’America, anche il Canada è America, anche il Messico è America e così via - è da espungere senza appello. Il giudizio di Betty è sempre negativo e sulla base dei pregiudizi e delle stereotipizzazioni - anche grottesche - racconta la sua verità.
Il padre marito, Moody, ha rilasciato un’intervista raccontando la sua parte della storia. È morto senza rivedere mai più la figlia.
Io mi sono fatta un idea, non ho prove se non i tanti dubbi, ma credo che sia andata più o meno così.
Betty è una donna che già in giovane età è divorziata, non ha un lavoro, non ha un’istruzione e non sa come fare per mettere il pane in tavola per sé e per il figlio. Incontra un dottore che guadagna bene, Moody, lo sposa e pensa di essersi sistemata. Forse i soldi non bastavano più per fare una vita agiata e ha pensato, perché non andare in Iran, lì la vita costa meno, con i soldi che abbiamo potrò fare una vita da pasha. Ma l’Iran non le piaceva e allora se ne va, porta via la figlia, e per evitare di fare un divorzio, pagare avvocati e spartire a metà l’affidamento della figlia, si inventa una storia di violenze e abusi così da evitare un divorzio in tribunale con tutti gli annessi e connessi. Scrive un libro così incassa diritti d’autore e altro (che poi il libro non l’ha scritto lei ma un ghostwriter).
L’Iran era già un paese paria nei rapporti internazionali e le relazioni con gli Stati Uniti erano al minimo storico. La donna americana segregata dal diavolo iraniano era una storia di propaganda anti iraniana ghiottissima. Una manna dal cielo.

Leggete il libro da soli, non guardate il film perché molti elementi sono stati creati proprio per l'adattametno cinematografico e fatevi la vostra idea.


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